Dnews: un nuovo free-press


Altra novità nel mondo dei free-press in Italia. Dnews è la nuova testata voluta dai fratelli Cipriani (già creatori di ePolis) che da qualche giorno è in distribuzione in quattro città italiane: Milano, Roma, Bergamo, Verona. In rete non ci sono notizie sul progetto grafico, ma credo si tratti di un'altra opera di Cases. In effetti è una quotidiano ben disegnato, con una griglia piuttosto precisa e modulare e un gioco di tipografie insolito (Cases è solito alternare nei titoli e negli occhielli un font più fresco e geometrico a uno più classico ed elegante).
I primi numeri sono piuttosto ricchi di contenuti per essere un free-press e così anche le pagine risultano dense di scrittura e non ancora violentate dall'utilizzo massiccio di pubblicità.

Il sito, ancora in costruzione, dovrà dialogare molto con il quotidiano; per adesso presenta alcuni filmati che illustrano il progetto generale e dà la possibilità di sfogliare il pdf (è zoomabile? io non riesco…) basta un click!



5 commenti:

Riccardo ha detto...

Per zoommare basta un click sulla pagina, come per dezommare :)

Ric

typello ha detto...

te ghe rasùn!

pensavo fosse un problema di compatibilità con safari e il mac… in realtà sono solo stato frettoloso.

ciao

grazie

olmiolmi ha detto...

massi, l'ha disegnato sergio juan, non cases. Juan lavorarva con cases e ora non più. Nell'intervista che c'è sul sito, cita un'agenzia di cui però non ho capito il nome.

adesso indago la font, che sento puzza di bruciato..

ciaoo

ab

Anonimo ha detto...

Mi ha molto deluso, pensavo fosse il più serio dei quotidiani gratuiti e invece si è perduto subito in un livore ideologico da anni settanta. Non dovremmo stupirci che già a Roma non lo legge più nessuno. A Dx lo rifiutano, mentre chi vuole un giornale di sinistra caccia i soldi e compra Repubblica o al limite L'Unità o Liberazione, ma non si va a prendere questi giornaletti. Bah...

Osvaldo ha detto...

il commento di anonimo mi lascia perplesso. Pensava forse che la free press fosse realmente un organo di informazione? E' lampante che si tratta esclusivamente di un progetto commerciale che fa uso dell'informazione per vendere pubblicità. Niente di più. A parte l'attenzione per la grafica e "magari talvolta" anche per i contenuti.